I monaci usavano gli "uccisori di draghi" come … San Giorgio e il Drago (1470) di Paolo Uccello alla National Gallery di Londra. Wikimedia Commons Una ricerca svela come i monaci agostiniani usassero il racconto dei miracoli dei santi "ammazzadraghi" per dare una spiegazione a disastri naturali, allora inspiegabili. Dimenticate l'immagine del cavaliere che uccide il drago solo per salvare una principessa. Nel medioevo il mito della lotta contro i mostri sputafuoco aveva una funzione molto più "pratica". Una ricerca condotta dall'Università di Cambridge, pubblicata su ScienceDaily, basata sul ritrovamento di testi agostiniani, rivela che i monaci utilizzavano le figure dei santi "sauroctoni" (uccisori di draghi) come metafore per spiegare piaghe reali: epidemie, inondazioni e carestie. Nei manoscritti appena decifrati, l'uccisione di un drago non è descritta solo come un atto di fede, ma come un rituale necessario per "guarire la terra" e ripristinare la fertilità dei campi. Storie …Altro
Come ridurre tutto a materia! I draghi sono interni a ogni uomo ...la lotta è interiore, per vincere le tendenze che portano all'oscurita'. E solo con la Grazia di Dio, si può uccidere il drago! Il resto è accessorio...
La casa dell’Arca dell'Alleanza, scoperta che … di Giuseppe Caffulli Il team della società biblica battista che scava a Shiloh sostiene di aver trovato il Tabernacolo, ma altri studiosi, anche israeliani, sono scettici Gli scavi nel sito archeologico di Tel Shiloh / Armstrong Institute Una scoperta che riaccende uno dei più grandi enigmi della storia biblica: a Shiloh, antica città di Samaria, nel cuore della Cisgiordania, un team di archeologi statunitensi guidato da Scott Stripling, coordinatore degli scavi condotti dalla Associates for Biblical Reseach (Abr) e docente alla Houston Baptist University, nel Texas, sostiene di aver individuato i resti di una struttura che potrebbe essere collegata al Tabernacolo, il santuario sacro che, secondo l’Antico Testamento, ospitò l’Arca dell’Alleanza prima della costruzione del Tempio di Gerusalemme. L’ipotesi è stata presentata per la prima volta in forma pubblica nel 2023, in occasione di conferenze accademiche e divulgative negli Stati …Altro
oltre-la-notte.blogspot.com/2021/02/israele-rinvenuta-pietra-tombale.html Una pietra con iscrizione in greco della fine del periodo bizantino è stata scoperta nel Parco Nazionale di Nitzana, nel Negev. Si tratta di una pietra circolare, piatta, di circa 25 centimetri di diametro, utilizzata come lapide in uno dei cimiteri ai margini dell'antico insediamento. L'iscrizione è stata decifrata dalla Dott.ssa Leah Di Segnidell'Università Ebraica di Gerusalemme e fa riferimento alla "Beata Maria, che ha vissuto una vita immacolata". La pietra risale alla fine del VI - inizi del VII secolo d.C. Nitzana è rinomata come sito chiave per la ricerca sulla transizione tra il periodo bizantino e il primo periodo islamico. Durante il V ed il VI secolo d.C., Nitzana costituiva il punto di riferimento per villaggi ed insediamenti delle vicinanze. Aveva anche una fortezza militare, chiese, un monastero ed una stazione di sosta che veniva utilizzata dai pellegrini cristiani che si recavano a …Altro
A Ostia torna alla luce un tesoro nascosto del … di Pietro Tessadori L’edificio del IV secolo testimonia un passaggio cruciale nella storia della Chiesa: da culto perseguitato a presenza stabile anche sul piano sociale e politico La veduta aerea del sito: in primo piano, le due linee murarie parallele formano la cinta muraria a doppio guscio. Dietro di esse l’aula, il battistero con la vasca battesimale circolare e, più indietro, l’atrio / Archivio del Progetto Ostia Gli archeologi impegnati nel sito di Ostia Antica hanno riportato alla luce un palazzo episcopale del IV secolo, tra i più antichi complessi cristiani mai scoperti nell’area romana. L’edificio, riccamente decorato con pavimenti in mosaico, comprendeva sale di rappresentanza, ambienti residenziali e spazi destinati all’amministrazione della comunità cristiana e rappresenta una scoperta eccezionale: secondo Sabine Feist, professoressa del dipartimento di Archeologia cristiana dell’Università di Bonn, tra i coordinatori …Altro
Il mistero del primo ritratto di Agostino … Alla fine dell’Ottocento una pittura murale riemerge nei sotterranei del Patriarchio Lateranense. Un volto canuto e intenso che, attraverso le crepe del tempo, sembra ancora interrogare lo spettatore. Autorevoli studiosi lo hanno identificato con la più antica raffigurazione del Vescovo di Ippona. L’iconografia, le iscrizioni latine e il confronto con altre opere rendono vivo il dibattito. Un restauro del dipinto, fortemente compromesso, potrebbe offrire nuove risposte Paolo Ondarza – Città del Vaticano Canuto, di salute cagionevole e costituzione delicata. È lo stesso Agostino nei sermoni e nelle epistole a parlare di sé in questo modo. L’amico Possidio nella Vita Augustini poi ci informa che, nonostante tutto, il Vescovo di Ippona raggiunse la veneranda età di 76 anni “con tutte le membra del suo corpo, con la vista e l'udito intatti”. Da sempre l’autore delle Confessioni è ritenuto un pilastro della dottrina cristiana dell’Occidente …Altro
Scoprono nelle tombe del castello un cavaliere … Redazione, 24 Gennaio 2026 Carme Rissech, ricercatrice URV. @ Credito fotografico Università Rovira i Virgili (URV) La scoperta è avvenuta durante gli scavi nel Corral de los Condes, all’interno del castello di Zorita de los Canes, in Castiglia-La Mancia. Qui erano sepolti membri dell’Ordine militare di Calatrava, protagonisti della Reconquista, cioè delle campagne militari finalizzate all’eliminazione del potere musulmano dalla Spagna. Tra i resti di cavalieri caduti in combattimento, il team di ArchaeoSpain ha individuato uno scheletro adulto associato a un cranio estremamente stretto e allungato: 23 centimetri di lunghezza per appena 12 di larghezza. Per comprendere la natura del ritrovamento, lo scheletro è stato affidato al laboratorio di Carme Rissech, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Mediche di Base della Universitat Rovira i Virgili (URV). Lo studio, pubblicato nel 2025 sulla rivista Heritage, porta la firma di …Altro
Guardate, emozionante. Gli archeologi trovano … 3 Gennaio 2026 È il gesto interrotto di una fuga, rimasto congelato per quasi otto secoli. Quando gli archeologi hanno raggiunto lo strato che lo custodiva, ciò che è emerso non era soltanto un insieme di oggetti preziosi, ma un frammento cristallizzato di economia, fede e violenza storica, fissato nell’istante esatto in cui un mondo stava per crollare. La scoperta è avvenuta nel 2025 nell’area storica denominata Apostol’ščyna, all’interno dell’Okol’nyj gorod, la “città esterna” della capitale principesca di Volodymyr, nell’attuale Ucraina nord-occidentale. Il capo della spedizione, Viktor Bayuk, responsabile dell’intervento archeologico, ha parlato in queste ore dell’emozionante scoperta. I bracciali disposti su un tavolo durante la presentazione degli scavi @foto di Віктор Баюк Volodymyr, il luogo del ritrovamento, nota nelle fonti medievali comesi trova a circa 430 chilometri a ovest di Kiev, a poco più di 80 chilometri …Altro
Restaurato l’altare della chiesa siro-ortodossa … (cliccate sul link per vedere il VIDEO) Christian Media Center 15 gennaio 2026 In un clima di gioia, l’11 gennaio 2026 i cristiani siri-ortodossi hanno celebrato l’inaugurazione dell’altare della chiesa della Vergine Maria, nel monastero di San Marco nella città vecchia di Gerusalemme. I lavori di restauro, troppo onerosi per le finanze della piccola comunità, sono stati interamente finanziati dall’emittente televisiva messicana Maria Vision. Gratitudine e soddisfazione sono stati espressi dal vicario patriarcale dei siro-ortodossi in Terra Santa, Antimos Jack Yacoub. Video n.2 sull'Icona della Vergine.
Betlemme, le Chiese annunciano il restauro della … Marie-Armelle Beaulieu 26 gennaio 2026 La grotta della Natività vista da una nuova prospettiva. (foto Nadim Asfour/CTS) Finalmente è ufficiale: le Chiese che custodiscono la basilica della Natività confermano l’imminente inizio dei lavori di restauro della grotta dove la tradizione colloca la nascita di Gesù. «Il Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa annunciano l’imminente inizio dei lavori di restauro della Grotta della Natività, un luogo sacro venerato in tutta la cristianità come il luogo dell’Incarnazione». Con queste parole, le Chiese responsabili della basilica della Natività hanno annunciato ufficialmente, in una dichiarazione congiunta del 23 gennaio 2026, l’avvio dei lavori di restauro della Grotta della Natività a Betlemme. Il progetto, specificano, sarà realizzato «sotto gli auspici della Presidenza dello Stato di Palestina», in conformità con un decreto presidenziale del 2024 e nel …Altro
Erano sontuosi i doni dei sovrani d’Europa per … Le dinastie reali fecero a gara nell’offrire opere, spesso di valore inestimabile, alla Basilica del Santo Sepolcro. Oltre 100 oggetti sono ora visibili nel Museo Marino Marini di Firenze prima di trovare collocazione nel Terra Sancta Museum Gianfranco Fina 13 novembre 2024 Provate a pensare a una gara sportiva in cui il premio invece di essere dato dagli organizzatori ai partecipanti viene offerto dai partecipanti all’organizzatore. Detta così sembra una cosa strana, ma è esattamente quello che è successo nel corso di circa cinque secoli, una gara ideale intrapresa inconsciamente da tutti i sovrani dell’Europa cattolica volta a offrire doni preziosi alla Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme. I re di Spagna (d’Aragona, d’Asburgo o di Borbone che fossero), i Braganza del Portogallo, i Medici di Firenze, i Borbone di Napoli, Luigi XV e Maria Teresa d’Austria, insieme con molti privati cittadini e istituzioni pubbliche furono …Altro
Incredibile. Scoperto un oggetto di mille anni … Un piccolo manufatto medievale emerge dal terreno del Brandeburgo e chiude un cerchio aperto nel 1983: la storia di una fede fragile, di un confine conteso e di un cristianesimo ancora incerto. All’inizio sembra solo un frammento di metallo. Una sagoma circolare, compatta, coperta da secoli di silenzio. Poi la pulitura rivela una forma precisa: una croce a ruota in bronzo, finemente fusa, databile tra X e XI secolo. Ma ciò che rende questo oggetto davvero straordinario non è soltanto la sua antichità. È il fatto che, a distanza di 43 anni, abbia ritrovato la sua matrice originaria. La scoperta è avvenuta nel Brandeburgo occidentale, nella regione dell’Havelland, durante una ricognizione autorizzata con metal detector. A individuare il reperto è stata Juliane Rangnow, volontaria della tutela archeologica. Nessuno, in quel momento, poteva immaginare che quella piccola croce avrebbe risolto uno dei più affascinanti enigmi …Altro
www.avvenire.it/…/le-parole-e-le-… Marco Stroppa mercoledì 31 ottobre 2018 Tracce dell’invocazione “Sub tuum praesidium” in fogli del 500-600 forse persino del 300 d.C Maria che allatta Gesù bambino. Il reperto è datato 400-500 d.C Papa Francesco alla fine di settembre ha lanciato un «appello a tutti i fedeli, invitandoli a concludere la recita del Rosario con l’antica invocazione “Sub tuum praesídium”, e con l’invocazione a san Michele Arcangelo che ci protegge e aiuta nella lotta contro il male». Si tratta, nel caso dell’invocazione a Maria, di una preghiera molto radicata nei cuori dei fedeli di ogni tempo e con una tradizione molto antica: le prime testimonianze si trovano in papiri scritti in greco nei primi secoli dopo Cristo, provenienti dall’Egitto. Come sanno bene i biblisti, i papiri hanno conservato i frammenti più antichi dei vangeli, ma accanto ai testi delle Sacre Scritture gli archeologi hanno trovato anche altri reperti molto significativi per conoscere le prime …Altro
Esatto. Ma se Bergoglio abbia fatto le affermazioni di cui sopra (ma lui diceva tutto e il contrario di tutto) non si capisce come mai Prevost che si dice seguace di Bergoglio abbia attaccato la Corredentrice e la Mediatrice.
Affascinante. Neve sull'antica struttura … 5 Dicembre 2025 Nevica lievemente. I fiocchi cadono lenti, posandosi in silenzio sul terreno scuro che gli archeologi hanno appena liberato. Il velo bianco non ostacola il lavoro: anzi, sembra amplificare il contrasto tra la quiete del paesaggio e il brusio delle domande. Qui, a Toarp, appena fuori Malmö, si intravede la sagoma diuna tenuta antica, un insediamento che potrebbe aver avuto legami diretti con il potere. E nel cuore di questo labirinto di focolari, strati carboniosi e bronzi lavorati, affiora persinoil ritratto metallico di un re, come un segnale lasciato per chi sapesse coglierlo. L’indagine, sebbene non ancora completa, mostra con chiarezza chela fase insediativa più intensaappartiene alla seconda metà dell’età vichinga, quando la regione si inserisce in una rete amministrativa in rapido mutamento. Gli archeologi di Archeogerna interpretano il sito come un possibile satellite dellatenuta reale di Oxie, una struttura …Altro
Nuova (e buona) luce sui filistei Gabriele Monaco 28 luglio 2017 Un dettaglio della facciata di Medinet Habu mostra i filistei condotti in schiavitù da Ramses III (Foto: Rémih, Wikimedia Commons) Interpretazioni inedite di antiche fonti letterarie e di recenti scoperte archeologiche riabilitano l'immagine dei biblici filistei. E forniscono nuovi indizi sulle loro origini. Il vocabolo “filistei” identifica un popolo che ha abitato la Palestina dal XIII secolo a.C., ma anche una persona gretta, insensibile alla bellezza, ottusa. Se la fama dei filistei è così nera da sopravvivere a millenni di storia è soprattutto grazie al ritratto, tutt’altro che positivo, che di loro traccia l’Antico Testamento. Filisteo era il gigantesco guerriero Golia, sconfitto dal futuro re Davide con la sua fionda; filistea era Dalila, che tradì Sansone; filistei erano gli uccisori di re Saul. Un popolo di traditori, cospiratori – e soprattutto politeista -, di cui gli israeliti furono acerrimi nemici. Alcune …Altro
UDINE. Svelata dopo oltre mezzo secolo la … Sono finalmente accessibili nel Duomo di Udine i frammenti di affreschi di Vitale da Bologna e maestranze rimasti celati al pubblico fin dal 1970, quando vennero sottoposti ad un restauro preventivo nella Cappella anticamente denominata della Santissima Trinità. Dopo il recente restauro il percorso di visita del Museo del Duomo si è arricchito di un’ulteriore, preziosa, sezione di pittura trecentesca. Il grande ciclo di affreschi vitaleschi, realizzati tra 1348 e 1349 dal maestro emiliano, chiamato nella cittadina friulana dal patriarca Bertrando a rinnovare il tessuto di storie bibliche della Cattedrale, con la riforma del coro iniziata nel 1709, che dotò l’edificio di una veste più moderna, andarono in gran parte perduti fatta eccezione per gli affreschi della Cappella di San Nicolò, con scene della vita e delle esequie del santo, che furono staccate e sono oggi visibili nel Battistero. L’iconografia originaria venne ripresa nel ciclo …Altro
Perché c’è un cervo su una chiesa di Roma? (FOTO) Maria Paola Daud - pubblicato il 30/09/21 La storia curiosa della basilica di Sant'Eustachio Nel centro di Roma, vicino al Pantheon, si trova la basilica di Sant’Eustachio. Migliaia di turisti vi passano davanti, ma solo i buoni osservatori che guardano in alto potranno rendersi conto di una particolarità di questa chiesa. Galleria fotografica Nella parte più alta della facciata della basilica, infatti, si può vedere una curiosa scultura che rappresenta un cervo con una croce tra le corna. Cosa ci fa nella basilica questa strana statua? La chiesa venne costruita nell’VIII secolo sul luogo in cui aveva vissuto il santo di cui porta il nome, morto martirizzato insieme alla sua famiglia all’epoca dell’Impero romano. Eustachio, o piuttosto Placido, nome che aveva prima di essere battezzato, era un generale dell’esercito all’epoca di Traiano. In base ai racconti della Legenda Aurea, Placido un giorno uscì a caccia, e vide da lontano …Altro
Scoperta meravigliosa. Trovano sacchetti con 816 monete d'oro e d'argento dentro la gamba di una statua. Chi nascose i soldi. Quando. Quanto vale il tesoro. Le risposte degli esperti Strano, il suono della scultura, al tocco. I restauratori, impegnati nella sistemazione di un imponente monumento funerario cinquecentesco – con sculture a tutto tondo, poggiate a una mensola marmorea -, picchiano delicatamente con le nocche sulla gamba di un personaggio. E’ l’immagine del committente dell’opera, inginocchiato. Si sono appena accorti della presenza di grosse fessure regolari, invisibili da terra. La gamba può essere rimossa, dall’incavo posteriore del ginocchio alla cintola. C’è uno blocchetto, nell’intercapedine, che funge da spessore e che ha la funzione di tenere compresse le parti. Un cacciavite e la zeppa viene rimossa. L’arto inferiore della statua viene staccato. Dentro ci sono 4 sacchi di denaro, che contengono 816 monete. La scoperta è stata resa nota nei giorni scorsi. “…Altro
Da Burgos a Scicli a….. Il Cristo in "gonnella" di Scicli Il Cristo "in gonnella" di Burgos La storia delle immagini è un continuo passaggio di testimone da un autore all’altro….il media utilizzato non vi inganni….fù scultura lignea, fù olio e con il mio modesto apporto anche “creazione ai sali d’argento”. Il Cristo di Burgos è un dipinto che raffigura Gesù Cristo in Croce, con ai fianchi una gonna bianca. L’opera arrivò a Scicli grazie a donna Giovanna Di Stefano, fondatrice del monastero delle benedettine, annesso alla chiesa, e moglie di Don Girolamo Ribera, la cui famiglia, di origine spagnola, si trasferì a Scicli nel millecinquecento. L’inusuale indumento che cinge i fianchi del Cristo in croce fino alle caviglie è in realtà una veste sacerdotale, tipica di certa tradizione iconografica spagnola. Un dipinto molto simile a quello di Scicli (che per il resto è unico in Italia) si trova appunto a Burgos, in Spagna. Oggi, in attesa del restauro della chiesa di San Giovanni …Altro
ROMA. Villa di Sette Bassi: riemergono un … 9 dicembre 2025 Sotto il viavai quotidiano di aerei diretti all’aeroporto di Ciampino (Roma) un corteggio di animali marini sembra rincorrersi a un cenno di Poseidone, mentre un delfino cavalcato da un amorino muove alla conquista di Anfitrite. Questo tappeto musivo con «thiasos» marino, perfettamente conservato (malgrado tracce di fuochi accesi sul pavimento in età tardo antica) è una delle straordinarie sorprese emerse dalle ultime indagini archeologiche condotte presso la Villa di Sette Bassi, nel Parco Archeologico dell’Appia Antica. Una sequenza stratigrafica serrata che restituisce molte informazioni note finora solo attraverso le fonti. Il nome della Villa, oggi adagiata sul fianco destro della Tuscolana, tra il V e il VI miglio della via Latina, deriverebbe dal nome del proprietario, Settimio Basso, «praefectus urbi» al tempo di Settimio Severo. Lo scavo, diretto dall’archeologo Stefano Roascio, ha permesso di documentare il …Altro
17/08/2022 Israele, archeologi ritengono di aver scoperto il sito della casa dell'apostolo Pietro In Israele, gli archeologi del Kinneret College e del Nyack College hanno scoperto un’iscrizione che pensano indichi il luogo in cui si trovava anticamente la casa dell’apostolo Pietro. Gli archeologi del Kinneret College (Galilea, Israele) e del Nyack College (New York, USA) guidati rispettivamente dai professori Mordechai Aviam e Steven Notley, durante uno scavo nel sito archeologico di Beit Habek/El Araj, che si ritiene sorga sulle rovine della cittadina biblica di Betsaida, ovvero quella che secondo il Vangelo di Giovanni fu il luogo di nascita degli apostoli Pietro, Andrea e Giovanni, hanno scoperto un’iscrizione che permetterebbe di risalire al luogo in cui nacque san Pietro. L’iscrizione è stata scoperta durante gli scavi di un’antica basilica bizantina, la chiesa degli Apostoli, che a questo punto si ritiene sia stata costruita sul luogo dove anticamente sorgeva la casa …Altro