*L'EUTANASIA*
*CCC 2276*. Coloro la cui vita è minorata o indebolita *richiedono un rispetto particolare*. Le persone ammalate o handicappate *devono essere sostenute perché possano condurre un'esistenza per quanto possibile normale*.
*CCC 2277*. Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l'eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. *Essa è moralmente inaccettabile*.
Così un'azione oppure un'omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, *costituisce un'uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore* L'errore di giudizio nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest'atto omicida, sempre da condannare e da escludere.
*CCC 2278*. L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. *In tal caso si ha la rinuncia all'«accanimento terapeutico»*. Non si vuole così procurare la morte: *si accetta di non poterla impedire*. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.
*CCC 2279*. Anche se la morte è considerata imminente, le cure che d'ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte. *L'uso di analgesici per alleviare le sofferenze del moribondo, anche con il rischio di abbreviare i suoi giorni, può essere moralmente conforme alla dignità umana, se la morte non è voluta né come fine né come mezzo, ma è soltanto prevista e tollerata come inevitabile*. Le cure palliative costituiscono una forma privilegiata della carità disinteressata. A questo titolo *devono essere incoraggiate*.
*IL SUICIDIO*
*CCC 2280*. *Ciascuno è responsabile della propria vita davanti a Dio che gliel'ha donata*. È Lui che ne rimane il Sovrano Padrone. *Noi siamo tenuti a riceverla con riconoscenza e a preservarla per il suo onore e per la Salvezza delle nostre anime*. Siamo gli amministratori, non i proprietari della vita che Dio ci ha affidato. *Non ne disponiamo*.
*CCC 2281*. Il suicidio contraddice la naturale inclinazione dell'essere umano a conservare e a perpetuare la propria vita. *Esso è gravemente contrario al giusto amore di sé. Al tempo stesso è un'offesa all'amore del prossimo*, perché spezza ingiustamente i legami di solidarietà con la società familiare, nazionale e umana, nei confronti delle quali abbiamo degli obblighi. *Il suicidio è contrario all'amore del Dio vivente*.
*CCC 2282*. Se è commesso con l'intenzione che serva da esempio, soprattutto per i giovani, il suicidio si carica anche della gravità dello scandalo. La cooperazione volontaria al suicidio è contraria alla legge morale.
*Gravi disturbi psichici, l'angoscia o il timore grave della prova, della sofferenza o della tortura possono attenuare la responsabilità del suicida*.
*CCC 2283*. *Non si deve disperare della Salvezza Eterna delle persone che si sono date la morte*. Dio, attraverso le vie che Egli solo conosce, può loro preparare l'occasione di un salutare pentimento. *La Chiesa prega per le persone che hanno attentato alla loro vita*.
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