Nuno Alvares
Fino a quando le Americhe tollereranno il dittatore Castro, l'implacabile stalinista che continua a opprimere il popolo cubano e a minacciare le nazioni sorelle?



La caduta del Muro della Vergogna ha suscitato, a ragione, sia in Occidente che in Oriente, enormi manifestazioni di gioia popolare e di ripudio del comunismo. Ciò ha riacceso in innumerevoli anime la speranza di una liberazione definitiva non solo di tutte le colonie dell’impero comunista, ma anche della stessa Russia.
Tale speranza non poteva che essere condivisa, con particolare intensità, dai milioni di cubani che, sia nell’isola-prigione che in esilio, anelano alla liberazione immediata dell’amata Patria.
Ma nonostante la crisi del mondo comunista, il tiranno continua, ancora oggi, a ridurre in schiavitù i nostri fratelli e ad avvolgere Cuba in quel mistero oscuro e tragico così caratteristico delle nazioni-prigioni comuniste. In ambienti così tenebrosi possono verificarsi molti fatti e crearsi molte situazioni, le cui spiegazioni profonde saranno forse conosciute in futuro, o forse solo nel giorno del Giudizio Universale. Studiando la storia recente dei paesi comunisti, si incontrano non di rado episodi di questo genere.
Per questo motivo, è possibile che più di una mossa di questa o quella personalità – ecclesiastica o civile – di tali nazioni si presti a un giudizio sfavorevole, e persino severo, sulla base dell’analisi dei dati storici oggi disponibili. Ma non si può escludere che, qualora venissero rese pubbliche determinate circostanze attualmente sconosciute, alcune azioni di questa o quella personalità – che oggi un’analisi serena e imparziale porta a giudicare con severità – possano tradursi in elogi e persino in gloria per il loro autore.
Le considerazioni precedenti trovano sicuramente applicazione nell’odierna Cuba. È quindi possibile che alcuni degli atteggiamenti o delle decisioni di illustri dignitari ecclesiastici dell’isola commentati in quest’opera, una volta conosciuti nella loro totalità – con dati storici attendibili che possano essere forniti – portino in futuro a un giudizio ben diverso. In realtà, ciò costituisce un fardello che grava su quasi tutta la Storia. Ma non si può concludere da ciò che la Storia, anche quella contemporanea, non debba essere studiata, scritta e discussa. A maggior ragione quando è in gioco, come nel caso cubano, il benessere spirituale e materiale di milioni di anime non solo dell’isola, ma di tante nazioni sorelle del continente, minacciate dall’espansionismo castrista.
Ciò che si può invece concludere è che tale studio, tali scritti e tale dibattito debbano essere condotti con spirito analitico, lucido, fermo e soprattutto permeato dalle virtù cardinali della giustizia e della prudenza.
Nella presente opera sono stati inclusi più di duecento documenti, provenienti da fonti diverse – selezionati tra migliaia di essi – e analizzati oggettivamente, con un linguaggio sempre rispettoso e misurato.
È con spirito sereno, pieno di amore per la Chiesa e per la Patria, e obbedendo a un imperativo delle nostre coscienze di fedeli cattolici, che presentiamo al lettore le pagine che seguono. Le offriamo anche a coloro che possano legittimamente dissentire da certi approcci qui inclusi, pur essendo mossi da un comune desiderio di liberazione dell’amata Patria cubana.
Nota: È desiderio dei promotori del presente studio che esso venga diffuso nelle nazioni ispanoamericane. Per questo motivo abbiamo adottato un sistema di indicazione delle date comune a tali paesi, con la sequenza giorno-mese-anno.
Così, ad esempio, all’8 settembre 1990, Festa di Nostra Signora della Carità del Cobre, Patrona di Cuba, corrisponderebbe l’annotazione 8-9-90. Affinché il lettore possa seguire con facilità i riferimenti contenuti nelle numerose Note che documentano il lavoro, ci è sembrato più opportuno collocarle alla fine di ogni capitolo.
Biblioteca del Congresso. Numero di catalogazione: 90-71112
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Memento: Cuba: The Capital of 21st Century Communism – Report U.S. DEPARTMENT OF STATE, July 20, 2026

¿Hasta cuándo las Américas tolerarán al dictador …
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